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La vita economica

La vita economica

Artigiani e agricoltori tra passato e futuro

L'aria salubre, la vicinanza al mare, il giallo e il profumo dei limoni, il verde dei boschi, l'azzurro del mare e del cielo, attirano migliaia di turisti che alimentano la vita economica di Agerola. E non sono pochi quelli che decidono di fermarsi per assaggiare il fiordilatte di Agerola e gli altri latticini, prodotti con

il latte gustoso e denso della "mucca agerolese" pregiata razza bovina.

Anche le ceramiche sono un "souvenir" per le folte schiere di turisti.
Nel Medioevo si coltivava ad Agerola una rosa bianca, la "rosaria", per ricavarne essenze ricercate. La lavorazione del baco da seta, appresa dagli Amalfitani in Oriente prima del Mille, dava ricchezza e fama ad Agerola.
Con l'Unità d'Italia questa produzione si concluse definitivamente, ma nello stesso periodo fu dato avvio alla lavorazione del cotone e della lana.
Tipici del territorio erano anche i mulini ad acqua, che permisero la creazione di cartiere, come quella di Ponte del 1700 e quella di Amalfi.
Durante la dominazione borbonica, l'economia era prospera.
Dopo il 1860, con il crollo delle barriere doganali, le attività legate alla tessitura non ressero alla concorrenza del Nord e fallirono.
Dopo un secolo di relativa povertà, dal 1950 si è avuta una notevole ripresa economica, grazie anche a piccoli laboratori artigianali in cui vengono confezionati, con tessuti di garza di cotone, gli "abiti di Postano".
Sono formidabili creazioni di abiti, costumi, pantaloni, camicie, realizzati su misura e consegnati in poche ore, che vanno a ruba per i turisti.

 

 


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